Di don Nicola Maio

Da Vita Diocesana n. 14 2009

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Passaggio tratto dall’articolo che raccoglie testimonianze di sacerdoti in occasione dell’anno sacerdotale.

«Un altro grande frutto sacerdotale della nostra diocesi a cui si vuol guardare quest’anno con spirito di ringraziamento e di imitazione, è certamente fra Immacolato Brienza, maestro esperto di una sofferenza non soltanto patita ma soprattutto offerta con amore per la conversione e la salute delle anime, come fa la Vergine Addolorata di Castrelpetroso che, sofferente, offre il Figlio, Ostia gradita al Padre.

La tubercolosi lo ha costretto nel letto, il suo talamo di croce, ad appena quattordici anni, ma la fede lo ha salvato dall’abbattimento e dalla disperazione. Da quell’altare, era sempre disponibile ad innalzare preghiere di intercessione per tutti i fedeli e in particolare per tutti i preti della diocesi anche attraverso il Rosario. Col passare del tempo maturò in lui la decisione di consacrarsi totalmente al Signore diventando carmelitano.

Dall’altare di sofferenza del suo letto col passare del tempo riuscì ad acquisire in misura sempre maggiore gli occhi di Dio per poter guardare e dirigere i cuori sui sentieri del Signore attraverso il carisma della direzione spirituale.

Vescovi, preti, e laici accorerranno a quel trono di Misericordia per cercare consiglio, consolazione e luce in mezzo alle vicende talvolta contorte della vita.

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