Conoscerlo, capirlo, pregarlo

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In cammino verso la Pasqua con Fra Immacolato Brienza

Di Don Vittorio Perrella – Vita Diocesana n. 5-2008

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La chiesa (e il mondo) ha bisogno di Santi! E il Molise ha certamente il suo testimone santo in Fra Immacolato Brienza, campobassano. Una celebre frase di Sant’Agostino, ripresa nella Lumen Gentium (n° 8), dice: «La chiesa prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e la consolazione di Dio». (Civitas Dei, XVIII, 51,2). E tra le consolazioni cui faceva riferimento Sant’Agostino, vi sono nell’antichità come ai nostri giorni i testimoni: i martiri chiamati a donare la loro vita, ma anche i credenti che rendono ragione della loro fede e della loro speranza con una condotta di vita bella e buona.

Su questo tema e su questa realtà umana e cristiana il 4° convegno ecclesiale di Verona (16-20 ottobre 2006) ha inteso interpellare chiesa e mondo, perché tutti siano “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”. La chiesa per guardare al futuro deve camminare sulla scia del proprio maestro e delle numerose donne e uomini che gli hanno reso testimonianza in tempi lontani e vicini. Il novecento non è stato un secolo facile per i cristiani. Eppure la Chiesa ha saputo generare modelli di testimonianza evangelica che hanno aiutato cristiani e uomini di buona volontà a guardare all’unico Maestro, speranza del mondo. Nel mosaico dei molti testimoni che hanno reso ricca e bella la chiesa in Italia… il Molise offre la testimonianza di Aldo Brienza.

Diciamo subito che tocca a noi, campobassani e molisani, sentire “nostro” questo “santo”. Conoscerlo, capirlo, pregarlo, imitarlo e poi proporlo alla conoscenza, alla comprensione, all’amore, alla venerazione nelle famiglie, nelle comunità parrocchiali, negli ambienti dove più si soffre la malattia, la solitudine. Fra Immacolato, così, sarà per tutti un ottimo compagno di viaggio per accostarci al Maestro che troviamo sulle strade della nostra vita.  Altro

In cammino verso la beatificazione

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Di Tonino Di Tullio – Vita Diocesana n. 4-2008

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I documenti per la “causa” di fra Immacolato presentati a Roma dalla delegazione diocesana guidata da mons. Bregantini.

In occasione dell’incontro dell’arcivescovo Giancarlo Bregantini con il personale dell’UNITALSI di Campobasso del 6 febbraio 2008 don Armando Di Fabio, vicario dell’arcidiocesi e assistente ecclesiastico regionale dell’associazione, prima della riunione prevista con l’arcivescovo ha voluto dare alcune notizie importanti sul processo di beatificazione di Fra Immacolato Brienza (1922-1989). Don Armando ha comunicato che una delegazione della curia si è recata il 5 febbraio [2008] scorso in Vaticano presso la Congregazione per le cause dei santi. Ne hanno fatto parte l’Arcivescovo Bregantini, lo stesso Don Armando e Don Vittorio Perrella nella qualità di presidente della Commissione diocesana e don Gabriele Teti, postulatore della causa.

Sono stati ricevuti dal cardinale Martins, prefetto della congregazione, il quale dopo aver esaminato il materiale del processo fatto in diocesi, alla presenza di due impiegati, ha constatato che tutto il carteggio riguardante Fra Immacolato, inviato a maggio 2007 e che consta di 4 mila pagine, è formalmente perfetto e completo. Di ciò tutti sono rimasti soddisfatti ed in particolare mons. Giancarlo che si è reso conto della vita eroica del nostro carmelitano Fra Immacolato. Quindi tutto parte con buoni auspici. Altro

Fra Immacolato Brienza carmelitano scalzo

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Di G. Esposito. La Civiltà Cattolica n. 3774 del 15 settembre 2007

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Recensione del libro di Giuseppe Biscotti: Fra Immacolato Brienza carmelitano scalzo, Roma Morena, ODC, 2007

L’A., docente di Storia e Filosofia nei licei e licenziato in Teologia presso l’Università Lateranense di Roma, ha avuto modo di conoscere e frequentare tra Immacolato, al secolo Aldo Brienza (1922-89). Nato a Campobasso, dai quindici anni e fino alla morte rimane allettato per una grave malattia, fonte di notevoli e continue sofferenze.

Precocemente attratto dalla vita intima con Dio, si sente chiamato a vestire l’abito del Carmelo: realizza il suo desiderio, anche se deve restare in famiglia a causa della malattia. Facendo sua una sensibilità spirituale piuttosto diffusa in quegli anni, avverte come missione particolare affidatagli da Dio quella di aiutare i sacerdoti a santificarsi e i peccatori a convenirsi. A tal fine si offre come vittima al Signore.

Alle sofferenze derivanti dalla malattia, ne aggiunge di volontarie: fra l’altro usa il cilicio e la «disciplina» per la pratica della penitenza. Fa tutto con estrema umiltà senza alcuna ostentazione del suo particolare divenire spirituale e mistico. Altro

Fr. Immacolato Giuseppe di Gesù Aldo Brienza (1923-1989)

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Communicationes n 82 del 1 giugno 2007

L’arcivescovo di Campobasso, provincia del Molise (Italia), Mons. Armando Dini, ha chiuso il processo diocesano della Causa di questo carmelitano singolare, l’11 maggio che coincideva con l’anniversario della sua professione solenne. La chiusura ebbe luogo nella chiesa cattedrale.

Erano presenti l’Arcivescovo emerito, numeroso clero, un gruppo di dieci Carmelitani Scalzi. L’atto segna un passo avanti nel processo della Beatificazione  di Fr. Immacolato che fu un infermo cronico, costretto a letto per più di 50 anni, e che visse con intensità carismatica in questa situazione la nostra spiritualità teresiano-sanjuanista.

La diocesi di Campobasso, nella quale non esiste nessuna nostra fondazione carmelitana, «spera di avere un santo – affermava il vescovo nell’omelia – dopo cento anni di storia». Le sue parole, pronunciate con intensa emozione, colpirono il pubblico, tra il quale si trovavano quattro fratelli del nostro santo carmelitano infermo, vari nipoti e un buon numero di testimoni che hanno deposto al processo. Altro

Fra’ Immacolato Brienza, per 50 anni evangelizzatore dal letto della sua malattia

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Radiogiornale Radio Vaticana, 13 maggio 2007

 

Venerdì scorso [11 maggio 2007], l’arcivescovo di Campobasso-Boiano, Armando Dini, ha chiuso ufficialmente nella Cattedrale del capoluogo molisano la fase diocesana della Causa di beatificazione di fra’ Immacolato Brienza. La sua – riferisce il quotidiano Avvenire – è la storia di una lunga malattia, che lo ha inchiodato per 50 anni al letto senza però togliergli la forza di chiedere la consacrazione religiosa e di saper continuamente consigliare e aiutare chi si rivolgeva a lui.

Nato il 15 agosto del1922 a Campobasso, a 15 anni Aldo Brienza venne colpito da osteomielite deformante. Desideroso di consacrarsi totalmente a Dio, il 2 marzo del 1948 ottenne il permesso dalla Santa Sede di emettere i voti solenni, assumendo il nome di fra’ Immacolato, nell’Ordine della Regina del Carmelo, pur continuando a vivere nel suo letto. E da quel luogo, con la vita e le parole, annunciò il Vangelo e il primato della preghiera. «Lavorare è bene – ripeteva spesso fra’ Immacolato, che ha offerto la sua vita per la santificazione dei sacerdoti – pregare è ancora meglio, ma soffrire in unione a Gesù è tutto». Un motto, questo, incarnato fino alla morte, avvenuta il 13 aprile del 1989.

Molte le testimonianze da tutta Italia, raccolte in due anni di lavoro, che hanno permesso di entrare nella vita e nella spiritualità di fra’ Immacolato. I sigilli hanno chiuso questa prima fase. Ora la parola passa alla Congregazione per le Cause dei Santi, cui verrà inviata tutta la documentazione. (R.M.)

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