Radiogiornale Radio Vaticana, 13 maggio 2007

 

Venerdì scorso [11 maggio 2007], l’arcivescovo di Campobasso-Boiano, Armando Dini, ha chiuso ufficialmente nella Cattedrale del capoluogo molisano la fase diocesana della Causa di beatificazione di fra’ Immacolato Brienza. La sua – riferisce il quotidiano Avvenire – è la storia di una lunga malattia, che lo ha inchiodato per 50 anni al letto senza però togliergli la forza di chiedere la consacrazione religiosa e di saper continuamente consigliare e aiutare chi si rivolgeva a lui.

Nato il 15 agosto del1922 a Campobasso, a 15 anni Aldo Brienza venne colpito da osteomielite deformante. Desideroso di consacrarsi totalmente a Dio, il 2 marzo del 1948 ottenne il permesso dalla Santa Sede di emettere i voti solenni, assumendo il nome di fra’ Immacolato, nell’Ordine della Regina del Carmelo, pur continuando a vivere nel suo letto. E da quel luogo, con la vita e le parole, annunciò il Vangelo e il primato della preghiera. «Lavorare è bene – ripeteva spesso fra’ Immacolato, che ha offerto la sua vita per la santificazione dei sacerdoti – pregare è ancora meglio, ma soffrire in unione a Gesù è tutto». Un motto, questo, incarnato fino alla morte, avvenuta il 13 aprile del 1989.

Molte le testimonianze da tutta Italia, raccolte in due anni di lavoro, che hanno permesso di entrare nella vita e nella spiritualità di fra’ Immacolato. I sigilli hanno chiuso questa prima fase. Ora la parola passa alla Congregazione per le Cause dei Santi, cui verrà inviata tutta la documentazione. (R.M.)

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