Communicationes n 82 del 1 giugno 2007

L’arcivescovo di Campobasso, provincia del Molise (Italia), Mons. Armando Dini, ha chiuso il processo diocesano della Causa di questo carmelitano singolare, l’11 maggio che coincideva con l’anniversario della sua professione solenne. La chiusura ebbe luogo nella chiesa cattedrale.

Erano presenti l’Arcivescovo emerito, numeroso clero, un gruppo di dieci Carmelitani Scalzi. L’atto segna un passo avanti nel processo della Beatificazione  di Fr. Immacolato che fu un infermo cronico, costretto a letto per più di 50 anni, e che visse con intensità carismatica in questa situazione la nostra spiritualità teresiano-sanjuanista.

La diocesi di Campobasso, nella quale non esiste nessuna nostra fondazione carmelitana, «spera di avere un santo – affermava il vescovo nell’omelia – dopo cento anni di storia». Le sue parole, pronunciate con intensa emozione, colpirono il pubblico, tra il quale si trovavano quattro fratelli del nostro santo carmelitano infermo, vari nipoti e un buon numero di testimoni che hanno deposto al processo.

Fr. Immacolato era un’anima eccezionale. Fu diretto da vari Padri Carmelitani della Curia Generalizia: P. Giambattista della nostra Signora della misericordia, Pozzi (1902-1946), Charles Newell (1923-) Ernesto Adami (1911-1992), Isidoro Dante di S. Elia (1927-1978), Valentino Macca di S. Maria (1924-1988), Vincenzo Belli di S. Paolino (1885-1959).

Nell’archivio Generale si trova una abbondante  corrispondenza di Fr. Immacolato con questi Padri. Il P. Valentino Macca affermava: «Vedremo presto Fr. Immacolato sugli altari». S. Pio da Pietrelcina diceva ai suoi confratelli di comunità nel 1953: «A Campobasso avete un santo in carne ed ossa: è Fr. Immacolato che vive nella piazza della stazione». Questo carmelitano che si santificò sul letto della malattia e del dolore e che ottenne l’aggregazione totale all’Ordine con rescritto pontificio è un nuovo capriccio di Dio per il Carmelo di Teresa.

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