20 settembre 2005

Fonte: Maestri del Lavoro Molise

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I maestri del Lavoro del Molise hanno raggiunto un nuovo traguardo, diretti dal Console Anna di Nardo Ruffo: hanno raccolto 15mila euro per finanziare un ospedale pediatrico in Malawi.

La nostra vittoria è iniziata con il concorso “Voglia di nuovo, voglia di Molise”, durato circa sei anni, che ha interessato i bambini delle scuole elementari. I ragazzi hanno espresso la loro creatività facendo disegni bellissimi che rappresentavano ricette culinarie dei loro paesi e scrivendo le ricette stesse.

Nel frattempo il medico campobassano Giuseppe Berardi, sapendo della necessità del popolo del Malawi, una notte ha fatto un bellissimo sogno: costruire laggiù un ospedale pediatrico con annesso un polo didattico. Nel giro di due anni il sogno è diventato realtà. Il dottor Berardi, amico dei Maestri del Lavoro, ha chiesto la nostra collaborazione. Noi ci siamo inseriti nel progetto con la pubblicazione del libro “Molise a tavola”, le cui ricette sono state estrapolate dal concorso “Voglia di nuovo, Voglia di Molise”.

La pubblicazione è stata distribuita nei centri della regione dietro corresponsione di offerte libere e ha prodotto risultati che sono andati al di là delle più rosee aspettative. I Maestri del Lavoro hanno potuto consegnare al medico campobassano il ricavato e così si potrà fare qualcosa in più per curare quei bambini africani tanto sfortunati.

Il dottor Berardi doveva tornare in Malawi per l’inaugurazione dell’ospedale. La nostra Console ha pensato, sostenuta dall’intero gruppo, di preparare una targa in ottone da apporre sulla porta della sala operatoria dell’ospedale.

Durante una solenne cerimonia nella curia vescovile di Campobasso, la targa è stata benedetta da Sua Eccellenza mons. Armando Dini ed è stata consegnata al dottor Berardi, sul cui volto traspariva emozione come del resto su tutti noi Maestri del Lavoro.

L’occasione era anche finalizzata ad onorare la memoria di Fra Immacolato Brienza, luminoso esempio di religioso umile, pio, zelante e semplice. Il religioso, in odore di santità, di cui è in corso il processo di beatificazione, spesso ripeteva: «Lavorare è bene, pregare è ancora meglio, ma soffrire in unione a Gesù è tutto».

MdL Luigi Calabrese

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