Le stelle della nostra Diocesi

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Di don Nicola Maio

Da Vita Diocesana n. 14 2009

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Passaggio tratto dall’articolo che raccoglie testimonianze di sacerdoti in occasione dell’anno sacerdotale.

«Un altro grande frutto sacerdotale della nostra diocesi a cui si vuol guardare quest’anno con spirito di ringraziamento e di imitazione, è certamente fra Immacolato Brienza, maestro esperto di una sofferenza non soltanto patita ma soprattutto offerta con amore per la conversione e la salute delle anime, come fa la Vergine Addolorata di Castrelpetroso che, sofferente, offre il Figlio, Ostia gradita al Padre.

La tubercolosi lo ha costretto nel letto, il suo talamo di croce, ad appena quattordici anni, ma la fede lo ha salvato dall’abbattimento e dalla disperazione. Da quell’altare, era sempre disponibile ad innalzare preghiere di intercessione per tutti i fedeli e in particolare per tutti i preti della diocesi anche attraverso il Rosario. Col passare del tempo maturò in lui la decisione di consacrarsi totalmente al Signore diventando carmelitano.

Dall’altare di sofferenza del suo letto col passare del tempo riuscì ad acquisire in misura sempre maggiore gli occhi di Dio per poter guardare e dirigere i cuori sui sentieri del Signore attraverso il carisma della direzione spirituale.

Vescovi, preti, e laici accorerranno a quel trono di Misericordia per cercare consiglio, consolazione e luce in mezzo alle vicende talvolta contorte della vita.

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Aldo Brienza

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M. Concetta Bomba ocds – 12 giugno 2009Solo per oggi

Profilo biografico di fra Immacolato che accompagna il lavoro di sistemazione delle “Lettere” curato dal prof. Giuseppe Biscotti e da p. Raffaele Amendolagine.

La casa è il luogo del rifugio, lo spazio che ci accoglie quando siamo ancora bisognosi di essere sostenuti, nutriti, amati. La casa è quel recinto di protezione dentro il quale veniamo alimentati per la vita: un’espansione di rapporti che si dipana dalle braccia familiari fino a creare la trama del nostro intimo bisogno di relazione.

La casa è quel punto di partenza dal quale si esce per divenire “cammino pellegrinante”, ricerca incessante di senso negli avvenimenti ricercati o imposti, nei volti amati o allontanati, nelle scelte effettuate o solo sognate. Realmente dalla propria casa ci si allontana per rintracciare quella Voce che spinge oltre le proprie certezze e che conduce, in ultima istanza, là dove non pensavamo di andare.

E si ritorna, sempre, nella propria casa, in quel centro di irraggiamento che apre e, poi, ricapitola in un gesto di unione con Chi finalmente si lascia incontrare.

La casa è stata per Aldo Brienza la sua dimora, il suo convento, la sua cella, il suo parlatorio, il suo confessionale, la sua mensa.

Nasce a Campobasso il 15 agosto del 1922. Vive con i genitori, sorelle e fratelli in un palazzo situato vicino alla stazione ferroviaria.

Fa in tempo a frequentare, ancora adolescente, solo il primo anno all’Istituto tecnico superiore.

Il 27 giugno 1938, durante una gita con la sua famiglia, improvvisamente, è colto da dolori fortissimi ad un piede, forse in seguito ad una puntura di insetto. Ha inizio, così, il suo lungo pellegrinare “immobile” nel suo letto che durerà 51 anni.

Gli viene diagnosticata una “osteomielite deformante alle gambe”, un male aggressivo che in poco tempo è in grado di estendere l’infezione ad entrambi gli arti, al bacino e alla colonna vertebrale. Oltre alle deformazioni ossee alle quali deve “abituarsi”, Aldo è chiamato a sopportare continui episodi febbrili con temperature elevate e dolori lancinanti. Scriverà un giorno: «Soffro, peno, ma so che il Signore è Dio, non desidero nulla, bramo solo piacere a Gesù, glorificarlo e vedere il suo regno in me, nelle anime che mi sono care e in tante, tutte le anime. Voglio compiere, vivere la Divina Volontà, rassomigliare il più possibile al mio Sposo Crocifisso». (L 600). Altro

Fra Immacolato e il senso del dolore

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L’unità di terapia del dolore dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso intitolata al Servo di Dio Fra Immacolato.

Vita Diocesana n. 11 2009

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Cerimonia molto semplice, ma ricca di significati spirituali e religiosi quella vissuta il 27 maggio [2009] presso l’Ospedale Cardarelli di Campobasso per l’intitolazione dell’Unità di terapia del dolore al campobassano Fra Immacolato, al secolo Aldo Brienza.

È nota a tutti la sua vita di profonda sofferenza vissuta cristianamente nel letto per ben 51 anni a causa di una grave malattia conosciuta con il nome di osteomielite deformante. Dopo il processo diocesano, conclusosi l’11 maggio 2007, tutta la documentazione e le testimonianze della sua vita e delle sue virtù si trovano presso la Congregazione dei Santi al Vaticano. Speriamo, quanto prima, che il Servo di Dio sia proclamato “Beato” dal Papa.

Torniamo alla cronaca. Alla cerimonia hanno partecipato diversi medici e paramedici, le sorelle e il fratello di Fra Immacolato (Clara, Lucia e Giovanni), alcuni volontari dell’ARVAS guidati dal loro presidente Pina Cutrone, che hanno avuto una parte molto attiva nell’organizzazione, nonché alcuni malati dell’UNITALSI con dame e barellieri e la presidente di sezione Franca Terzano.

Il primario della Rianimazione dott. Giovanni Di Iorio ha precisato, in apertura, che in occasione della Giornata Mondiale al Sollievo dalla Sofferenza l’inaugurazione di una targa dedicata a Fra Immacolato è un fatto esemplare perché «Egli è stato icona vivente del dolore vissuto nella gioia del Signore». Don Alessandro Porfirio, per 25 anni assiduo amico e confidente spirituale di Fra Immacolato, ha parlato con profonda convinzione e viva partecipazione della sofferenza del Carmelitano offerta al Signore per la santificazione dei sacerdoti e per i peccatori. Ha ricordato che Fra Immacolato è stato per due volte ricoverato nell’Ospedale Cardarelli e può essere considerato icona del Cristo crocifisso. Ha anche comunicato il contenuto di una lettera che gli è pervenuta da qualche giorno. In essa una donna racconta di essersi salvata da un grave incidente. I medici hanno detto che è stato un miracolo e lei ha confessato che nei giorni precedenti aveva pregato Fra Immacolato. Ha concluso, affermando che Fra Immacolato è un grande santo e presto la sua fama varcherà i confini nazionali.  Altro

Ricordando Fra Immacolato

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Vita Diocesana n. 8 2009

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Fra Immacolato (Aldo) Brienza, carmelitano scalzo n. 15-08–1922 m. 13-04–1989 è stato solennemente commemorato il 14 aprile 2009 (martedì dopo Pasqua), con un incontro presso la sua casa di Campobasso. Dopo una preghiera e brevi interventi, una processione si è snodata fino alla Cattedrale, dove l’arcivescovo ha celebrato la santa Messa.

L’11 aprile 2005 monsignor Armando Dini introdusse la causa di beatificazione di fra Immacolato, che ha ricevuto un nuovo impulso da monsignor Bregantini.

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Le misteriose “corrispondenze” dei santi

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Da Oklahoma City una straordinaria conferma della statura spirituale di fra Immacolato Brienza

Di Giuseppe Biscotti – Vita Diocesana n. 16 2008

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I fatti: un certo padre Henry Bordeaux, carmelitano scalzo di Oklahoma City, afflitto da anni da una grave malattia, riceve a fine maggio 2008 una immaginetta che riporta una breve biografia di fra Immacolato. La figura del Confratello italiano gli ispira fiducia; in qualche modo lo incuriosisce e lo affascina. Decide di iniziare una novena in onore del Servo di Dio di Campobasso per ottenere la guarigione e chiede alla signora Janie Garza, una sua penitente afflitta da gravi malattie che la costringono spesso a letto per lunghi periodi, di fare la stessa cosa nella speranza di ottenere entrambi la guarigione per intercessione di fra Immacolato. All’altro capo del telefono la signora Janie osserva: «ho pregato e supplicato tanti santi per ottenere la guarigione, non mi sottrarrò alla richiesta di una nuova novena, anche se non so neanche chi sia questo fra Immacolato».

Trascorrono solo 4 ore dall’inizio della novena e la signora Janie che soffre tra l’altro di cirrosi epatica incomincia a sentire spegnersi il fastidioso prurito che aveva per tutto il corpo. Solo alle caviglie e ai piedi esso continua forte e persistente. La notte dell’ultimo giorno di novena – la signora Janie non sa dire se in sogno o in altro modo – vede San Pio da Pietrelcina che le dice: «Vai sulla tomba di fra Immacolato». Poi, vede una piccola chiesa affacciata su un profondo dirupo che mena diritto giù nella valle e di fronte ad essa una collinetta e un prato verde. E ancora P. Pio che le sussurra qualcosa che ella comprende essere un messaggio per il sacerdote di quella remota e sconosciuta chiesetta. In quella stessa notte, mentre l’alba sta per vincere le tenebre, ecco di nuovo P. Pio che le ripete: «Vai sulla tomba di fra Immacolato». Subito dopo, proprio nel prato verde visto qualche ora prima, vede un ponte d’oro. All’altro capo vi è fra Immacolato. Non dice nulla. Solo un gesto della mano la invita ad attraversare il ponte.

Il giorno stesso la signora Janie telefona al suo direttore spirituale per consigliarsi. Infatti continua a sentire nel suo spirito l’eco della voce della notte appena trascorsa. Padre Henry, che ben conosce la statura spirituale di quella donna semplice e senza nessuna istruzione che, oltre al peso della numerosa famiglia, sopporta con pazienza cristiana le inaudite sofferenze che la accompagnano da anni, ascolta attonito. Sa che Janie attualmente è impossibilita a muoversi per il riacutizzarsi dei suoi mali. Ma Janie non può stare immobile. Si fa trasportare in ospedale per chiedere al suo medico curante il “permesso” di recarsi in Italia. La risposta della medicina degli uomini è un misto di ironia e di stupore. Altro

Conoscerlo, capirlo, pregarlo

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In cammino verso la Pasqua con Fra Immacolato Brienza

Di Don Vittorio Perrella – Vita Diocesana n. 5-2008

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La chiesa (e il mondo) ha bisogno di Santi! E il Molise ha certamente il suo testimone santo in Fra Immacolato Brienza, campobassano. Una celebre frase di Sant’Agostino, ripresa nella Lumen Gentium (n° 8), dice: «La chiesa prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e la consolazione di Dio». (Civitas Dei, XVIII, 51,2). E tra le consolazioni cui faceva riferimento Sant’Agostino, vi sono nell’antichità come ai nostri giorni i testimoni: i martiri chiamati a donare la loro vita, ma anche i credenti che rendono ragione della loro fede e della loro speranza con una condotta di vita bella e buona.

Su questo tema e su questa realtà umana e cristiana il 4° convegno ecclesiale di Verona (16-20 ottobre 2006) ha inteso interpellare chiesa e mondo, perché tutti siano “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”. La chiesa per guardare al futuro deve camminare sulla scia del proprio maestro e delle numerose donne e uomini che gli hanno reso testimonianza in tempi lontani e vicini. Il novecento non è stato un secolo facile per i cristiani. Eppure la Chiesa ha saputo generare modelli di testimonianza evangelica che hanno aiutato cristiani e uomini di buona volontà a guardare all’unico Maestro, speranza del mondo. Nel mosaico dei molti testimoni che hanno reso ricca e bella la chiesa in Italia… il Molise offre la testimonianza di Aldo Brienza.

Diciamo subito che tocca a noi, campobassani e molisani, sentire “nostro” questo “santo”. Conoscerlo, capirlo, pregarlo, imitarlo e poi proporlo alla conoscenza, alla comprensione, all’amore, alla venerazione nelle famiglie, nelle comunità parrocchiali, negli ambienti dove più si soffre la malattia, la solitudine. Fra Immacolato, così, sarà per tutti un ottimo compagno di viaggio per accostarci al Maestro che troviamo sulle strade della nostra vita.  Altro

In cammino verso la beatificazione

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Di Tonino Di Tullio – Vita Diocesana n. 4-2008

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I documenti per la “causa” di fra Immacolato presentati a Roma dalla delegazione diocesana guidata da mons. Bregantini.

In occasione dell’incontro dell’arcivescovo Giancarlo Bregantini con il personale dell’UNITALSI di Campobasso del 6 febbraio 2008 don Armando Di Fabio, vicario dell’arcidiocesi e assistente ecclesiastico regionale dell’associazione, prima della riunione prevista con l’arcivescovo ha voluto dare alcune notizie importanti sul processo di beatificazione di Fra Immacolato Brienza (1922-1989). Don Armando ha comunicato che una delegazione della curia si è recata il 5 febbraio [2008] scorso in Vaticano presso la Congregazione per le cause dei santi. Ne hanno fatto parte l’Arcivescovo Bregantini, lo stesso Don Armando e Don Vittorio Perrella nella qualità di presidente della Commissione diocesana e don Gabriele Teti, postulatore della causa.

Sono stati ricevuti dal cardinale Martins, prefetto della congregazione, il quale dopo aver esaminato il materiale del processo fatto in diocesi, alla presenza di due impiegati, ha constatato che tutto il carteggio riguardante Fra Immacolato, inviato a maggio 2007 e che consta di 4 mila pagine, è formalmente perfetto e completo. Di ciò tutti sono rimasti soddisfatti ed in particolare mons. Giancarlo che si è reso conto della vita eroica del nostro carmelitano Fra Immacolato. Quindi tutto parte con buoni auspici. Altro

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